Virtual ClassRoom
Definizione
Il termine Virtual Classroom si deve probabilmente a Linda Harasim e discende direttamente dall'idea di "spazio virtuale di apprendimento" di cui vediamo in figura 1a l'esempio della VirtualU progettata proprio dalla Harasim.
Modelli di riferimento
Mentre il Virtual Learning Space si sofferma essenzialmente sull'architettura dello spazio di apprendimento (e quindi sulla sua Struttura) quando parliamo di classe virtuale (ovviamente spazio derivato dal primo, sottoinsieme se vogliamo) ci interessiamo principalmente delle relazioni che si intrecciano tra
quindi essenzialmente dell'aspetto SOCIALE dell'ambiente di apprendimento in rete, delle modalità di comunicazione e collaborazione.
La differenza tra i due aspetti progettuali di virtual classroom è evidenziata in Tabella
| Virtual learning space - Virtual classroom | Virtual classroom | ||
| Focus | Enfasi | Focus | Enfasi |
| struttura in quanto ambiente | aspetti progettuali e organizzativi | interazioni e dinamiche comunicative | aspetti gestionali del processo di comunicazione-collaborazione |
| Infrastruttura tecnologica di riferimento | Infrastruttura tecnologica di riferimento | ||
| Soluzione integrata | piattaforme specifiche | Soluzione dosata | comuni strumenti di lavoro in rete |
Tabella 1 relazioni modelli e
infrastrutture tecnologiche in classi virtuali
Ne discende che, in relazione al focus prescelto, si potrà decidere l'infrastruttura tecnologia da utilizzare (seconda parte della tabella).
Per Soluzione Integrata si intendono vere e proprie piattaforme software (blackboard, per esempio) progettate appositamente per la gestione di ambienti di apprendimento
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figura 1a - Virtual University |
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mentre nella soluzione Dosata, privilegiando interazioni e dinamiche comunicative, non si pone l'enfasi sulle soluzioni tecnologiche ma si tende ad utilizzare tecnologie "comuni" (browser, mail, webforum, mailing list), inserendole in modo graduale e trasparente nel processo di formazione.
Esistono comunque delle differenze tra classe reale e virtuale riconducibili essenzialmente al ruolo degli attori
| Dalla classe reale alla virtuale | ||
| sempre meno | sempre più | |
| Docente | erogatore conoscenze |
facilitatore |
| Studenti | limitati nell'accesso a risorse |
agevolati nell'accesso a risorse |
| Contenuti | pre-organizzati |
costruiti insieme |
| Contesto | basato su supporto limitato |
basato su supporto estensivo |
tab 6.1 pag. 154 Calvani-Rotta, Fare formazione in internet
Relativamente alle differenti modalità di interazione in classe reale-virtuale possiamo rifarci alla sintesi di tabella
| Tipo Interazione | Classe reale | Classe virtuale |
| Studente-Formatore |
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| Studente-Studente |
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| Studente-Risorse |
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tab 6.2 pag. 154 Calvani-Rotta, Fare formazione in internet
Una ricetta per virtual classroom
Ovviamente nel mondo della scuola dell'obbligo, ma anche delle superiori, parliamo quasi esclusivamente di soluzione tecnologica dosata per ovvi motivi economici.
In quest'ambito possiamo definire, con Harasim ed altri, i punti fondamentali per "cucinare" una classe virtuale:
Operativamente si può pensare di iniziare introducendo i singoli elementi della piattaforma tecnologica prescelta iniziando ovviamente dal browser e dalla e-mail per passare poi, evolvendo le attività comunicative, agli strumenti più sofisticati (mailing list, webforum, chat, videoconferenza) evitando accuratamente che lo strumento appaia fine a se stesso ma facendo in modo che si evidenzi il legame tra strumento tecnologico e necessità delle attività comunicativo-collaborative.
Vincoli
Al fine di ottenere risultati positivi dalle attività in rete è opportuno:
Vantaggi
Indubbiamente uno dei principali vantaggi delle virtual classroom è di permettere a classi di scuole diverse e magari non particolarmente vicine geograficamente (ma interessate ad argomenti comuni) di lavorare e crescere insieme.
Nelle virtual classroom l'esperienza acquisita
diviene Knowledge Base per chi viene dopo (stratificazione delle conoscenze
prodotte);
da non sottovalutare la possibilità di avere a disposizione
ESPERTI che in altro modo difficilmente parteciperebbero ad esperienze
didattiche (si pensi per esempio in un corso di educazione alla legalità alla
presenza virtuale di magistrati o rappresentanti di associazioni
antimafia).
Non ultimo tali esperienze, quando organizzate tra diversi livelli di scuola, possono essere opportunamente utilizzate per creare una continuità didattica migliorando l'orientamento e le scelte scolastiche dei giovani.
Un esempio pratico di virtual classroom: il progetto Dida Net
Come esempio di classe virtuale riportiamo il lavoro svolto nel 2000-02 dalle classi della rete romana DIDA NET su un progetto i cui contenuti erano "l'energia" e la "robotica" trattati a tre diversi livelli di approfondimento (scuole elementari, medie e superiori).
Bibliografia:
| Calvani Rotta | Fare formazione in internet. Manuale di didattica online | Erickson, 2000 |
| Calvani | Comunicazione e apprendimento in internet. Didattica costruttivistica in rete | Erickson, 1999 |
| Linda Harasim | Learning networks: a field guide to teaching on learning online | Cambrige, MIT press, 1995 |
| Trentin | Insegnare ed apprendere in rete | Zanichelli |
| Galliani e altri | Reti telematiche e open learning | Pensa multimedia, 1999 |
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A cura del Prof. Marco Paletta
responsabile servizi di rete
ed Intranet
Istituto Tecnico Industriale Statale "Albert
Einstein"
- Roma -
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