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LA "SOLUZIONE FINALE" DEL PROBLEMA EBRAICO
1 settembre 1939, scoppia la guerra. La Polonia viene invasa dall’esercito nazista e nelle città polacche gli ebrei vengono ammassati nei ghetti, che saranno progressivamente “svuotati”. Oltre 3 milioni di ebrei polacchi vengono così deportati e uccisi nei campi di concentramento e sterminio che i nazisti hanno costruito nei territori occupati della Polonia (in particolare a Belzec, Treblinka, Sobibor, Chelmno e Majdanek). Il trasporto avveniva con una organizzazione meticolosa attraverso la rete ferroviaria, con treni speciali in condizioni disumane.
Nel 1941 l'esercito tedesco invade l'URSS. Migliaia e migliaia di persone vengono uccise o deportate nei lager. Dapprima vengono creati Kommandos speciali (Einsatzgruppen) col solo compito di trovare e sterminare gli ebrei nei territori progressivamente occupati dall’esercito tedesco. Il metodo si rivela poco efficace, sia per la "lentezza" dello sterminio attraverso rastrellamenti e fucilazioni, sia per il problema dello "smaltimento" dei cadaveri, sia perché la violenza delle uccisioni, anche di donne e bambini, provocava "turbe psicologiche” nei carnefici. Alla cosiddetta Conferenza di Wannsee, nel gennaio 1942, viene definito nei dettagli il programma denominato "Soluzione finale del problema ebraico". I punti principali erano la protezione della razza ariana e lo sterminio degli ebrei di ogni nazionalità, degli zingari e di altre minoranze etniche e religiose. In tutti i Lager inizia lo sterminio di massa con camere a gas, forni crematori e fosse comuni.
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