di Claudio Ballicu
Scheda riassuntiva del libro
Fred Uhlman
Universale Economica Feltrinelli
Breve biografia dellautore:
Fred Uhlmann, nato a Stoccarda, capoluogo del Baden-Wurttemberg, nel 1901, a seguito della persecuzione contro letnia ebraica attuata dalla nascente politica Hitleriana del III Reich, dovette lasciare, sedicenne, la Germania rifugiandosiin Inghilterra.
Qui, ospite di parenti, completò gli studi conseguendo la laurea in legge ed iniziando una fortunata e lucrosa carriera di avvocato.
Ebbe una vita avventurosa che lo portò a trasferirsi in Francia ed in Spagna.
Spesso affermava: " E più importante scrivere buoni libri o dipingere buoni quadri che non fare il giro del mondo in ottanta ore o accumulare grandi fortune economiche."
Il suo sogno, in effetti, era scrivere delle belle poesie: non so se questo suo desiderio, avversato dal padre, uomo pratico più che sognatore, si sia mai realizzato.
Nella sua vita Uhlmann dipinse dei buoni quadri e questa è sicuramente una maniera poetica di esprimere i propri sentimenti, le proprie sensazioni.
Scrisse inoltre alcuni libri che ebbero un notevole successo, anche se solo dopo la sua morte, avvenuta a Londra alletà di 84 anni.
Leggendo "lamico ritrovato" è lecito pensare che il confine fra quanto scritto in questo libro e la "Poesia" è, quantomeno, assai sfumato.
La storia narrata in questo romanzo, inizia nel 1932, lanno in cui Hindenburg venne rieletto presidente.
Siamo agli inizi di uno dei periodi più tetri della storia moderna, infatti lanno seguente verrà nominato Adolf Hitler quale cancelliere del Reich, ponendo così fine alla democrazia tedesca e dando inizio allinarrestabile ascesa del nazionalsocialismo.
Hans Schwarz è un sedicenne di origini ebraiche che frequenta il liceo più prestigioso di Stoccarda.
Nel febbraio 1932 ha un incontro che non dimenticherà mai; nella sua classe infatti arriva un nuovo alunno: Konradin, conte di Hohenfels.
Quello degli Hohenfels è un nobile e famoso casato in Germania: i suoi ascendenti avevano conosciuto Barbarossa e combattuto al suo fianco, altri suoi membri erano morti in battaglia a Lipsia.
Nessuno fra i suoi compagni di classe, intimiditi dalla storia delle le gesta degli Hohenfels, osa rivolgergli la parola pur desiderando poter annoverare il nobile conte fra i propri amici.
Il giovane Hans, protagonista del racconto, che pur appartenendo alla borghesia medio-alta soffre di qualche complesso di inferiorità, è ben deciso a diventarne amico e fa di tutto per mettersi in mostra.
Al contrario dei suoi compagni di classe, che più dellamicizia cercano in Konradin il riflesso della grandezza del suo casato, Hans vede in lui un compagno dai molti tratti caratteriali in comune: la timidezza, limpacciato modo di vivere i rapporti interpersonali, i sogni adolescenziali
Durante le lezioni alza la mano ed interviene prontamente, porta a scuola le sue collezioni, tra cui una di monete, finché Konradin, notandole, si avvicina ad Hans per osservarle.
Nasce in questo modo unamicizia fra i due ragazzi, spontanea, limpida, destinata a diventare un vero "cerchio magico" nel quale frequentarsi con lentusiasmo un po sognatore tipico della loro età, splendida e fuggevole.
Hans invita l'amico a casa sua, una villa costruita in pietre e circondata da meli e ciliegi, gli mostra la propria stanza ed i suoi piccoli "cimeli".
Konradin ne resta affascinato ma contraccambierà linvito solo dopo molto tempo.
Gli Hohenfels hanno Infatti una profonda avversione contro gli ebrei ed il giovane Konradin, ben sapendolo, aspetta le occasioni nelle quali i genitori non sono in casa per invitare il compagno.
Una sera Hans assiste ad uno spettacolo orchestrale e vede, seduti nelle prime file, il suo amico e i suoi genitori.
Durante lintervallo Konradin, pur passandogli accanto, dà mostra di non conoscerlo.
Il giorno dopo Hans gli chiede ragione di quello strano comportamento e lamico, vincendo il grande imbarazzo, gli confessa la verità: sua madre teme gli ebrei, è convinta che siano al servizio del giudaismo e quindi del comunismo, non accetterebbe mai di conoscerlo.
Questo episodio è destinato a pesare come un macigno sulla loro grande amicizia.
Con la fine dellanno scolastico arrivano le vacanze che ambedue trascorrono lontano dalla Germania.
Quando Hans ritorna in città tutto è cambiato: il nascente Nazionalsocialismo sta producendo i primi aberranti effetti: sui muri sono apparsi i manifesti contro gli ebrei, le svastiche.
Una mattina, arrivato a scuola, sente alcuni suoi compagni che parlano dellargomento più attuale: lodio antisemita.
Hans entra ed improvvisamente è al centro dellattenzione: qualcuno gli urla contro di tornare in Palestina ed il ragazzo, furioso, colpisce un compagno.
Quel giorno, al termine delle lezioni, uscendo spera di trovare Konradin, come al solito, per percorrere assieme la strada verso casa, ma lui non lo ha aspettato.
Verso dicembre i genitori di Hans, visto il clima sempre più pesante e lintolleranza razziale che monta inarrestabile spinta dai farneticanti discorsi sulla purezza della razza che il nuovo "padrone" della Germania, vomita contro lebraismo, decidono di farlo andare in America, ospite di parenti, perché possa continuare serenamente i propri studi, rimandando il suo ritorno a tempi migliori
Prima di partire riceve una lettera di Konradin che gli parla del suo dispiacere per il suo allontanamento e gli spiega come abbia cominciato ad apprezzare Hitler e la sua inarrestabile eloquenza.
Tempo dopo Hans, trasferitosi, in America viene a sapere che suo padre, non potendo resistere al clima di odio che ormai regna in tutto il paese, nottetempo, ha aperto i rubinetti del gas, ponendo così tragicamente fine alla propria vita ed a quella della moglie.
Tutti questi episodi segnano profondamente lanimo di Hans il quale rimuove dalla sua mente ogni pensiero, ogni ricordo che lo riconduca al suo paese dal quale è stato così tragicamente respinto, al punto di non usare più la sua lingua madre, non leggere più alcuna pubblicazione in tedesco.
Solo dopo molti anni, incontrando un uomo che viene dalla città dove ha trascorso gli anni dellinfanzia, gliene chiede notizie: tutto è stato distrutto dalla guerra e dalla follia degli uomini, anche la sua scuola, anche il palazzo degli Hohenfels, anche lorgoglio della pura razza ariana.
Dopo qualche tempo gli giunge una lettera nella quale si fa richiesta di una donazione da parte del vecchio ginnasio di Stoccarda per l'erezione di un monumento funebre a ricordo degli allievi caduti nella Seconda Guerra Mondiale.
Vincendo limpulso di gettare nel cestino quel foglio dal quale emergono i fantasmi di un passato doloroso e sepolto, Hans riconosce i nomi dei suoi compagni di classe, senza riuscire a trovare il coraggio per guardare alla lettera H.
Poi, dopo aver lungamente esitato, cerca il nome che aveva tentato di dimenticare: "VON HOHENFELS KONRADIN, implicato nel complotto per uccidere Hitler. Giustiziato".
Il cerchio magico si chiude nuovamente, lamico di un tempo si è riscattato, è tornato nel cuore del vecchio Hans.
Un libro che possiede limmediatezza e la scorrevolezza di un diario e che, coinvolgente come pochi, ci fornisce uno spaccato della vita nella Stoccarda anteguerra, sullo sfondo dei primi tetri anni dellascesa al potere del dittatore nazista, del quale non si può disconoscere lincredibile e travolgente capacità oratoria e la sottile abilità nello sfruttare ed esasperare le contraddizioni e le paure del tedesco medio, soprattutto nei confronti dellebraismo.
In un passo del libro abbiamo la conferma dellascendente che il caporale austriaco, salito alla guida del paese, ha nei confronti di Konradin, quando questultimo, in una lettera scritta allamico Hans che sta "partendo" per lAmerica, nota come, "esteriormente è un ometto insignificante", tuttavia ha un carisma per cui "quando lo si ascolta parlare, si viene travolti dalla forza della sua convinzione, dalla sua volontà di ferro, dalla perspicacia profetica di cui è dotato"
Linfluenza del dittatore nazista non magnetizzerà solo Konradin ma lintera nazione tedesca, scrivendo quel capitolo della storia del nostro secolo che getterà il mondo nel baratro di una guerra fra le più crudeli che si ricordino.
Ü
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